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    10 January

    La città della Pioggia cap.1

    Appuntamento nella nebbia
     
    La chiamano la città della pioggia, beh non si può certo dire che non
    sia un nome piuttosto azzeccato, visto che non vedo il sole da circa
    una settimana, ma oggi, incredibile ma vero, nella città della pioggia
    non piove. Ovviamente non c'è neache il cielo sereno con una
    bellisima luna e tante stelle splendenti, sarebbe troppo, a
    tenermi compagnia invece c'è uno strato di nebbia che non mi permette
    di vedere a più di un metro dal mio naso con i fari della macchina
    accesi. Aspettare... ho aspettato tutta la mia vita un occasione per far
    vedere a tutti che valgo qualcosa e stasera quella occasione si sta per
    presentare... aspetterò... oh si che aspetterò, è la mia grande
    occasione e non me la lascerò sfuggire!
    Guardo continuamente l'orologio, sono arrivato in anticipo
    all'appuntamento e l'attesa si faceva snervante. Prendo una sigaretta,
    è l'ultima del pacchetto, l'accendo e comincio a fumare nel
    tentativo di ingannare l'attesa.
    Maledetta nebbia, quasi preferivo la pioggia, però devo ammettere che
    non tutti i mali vengono per nuocere, con questa nebbia nessuno può
    vedermi parlare con il mio amico, e si sa, zero testimoni uguale
    zero problemi.
    L'orario fissato per l'appuntamento è passato già da alcuni minuti,
    non guardò più l'orologio, sono sicuro che da un momento all'altro
    lui arriverà. Mi faccio l'ultimo tiro di sigaretta e la getto fuori
    dal finestrino, comincio a battere freneticamente le dita sul volante
    per passare il tempo e guardo per l'ultima volta l'orologio, comincio
    a pensare che la mia grande occasione non sarebbe più arrivata.
    Il silenzio viene rotto dal rumore di una macchina che procede
    lentamente nella mia direzione, ma dal parabrezza della mia macchina
    non riesco a vedere granché, fino a quando non mi apparvero chiari e
    splendenti due fari che si bloccano ad una decina di metri dalla
    mia macchina, dopo qualche secondo i fari si spengono.
    Sei arrivato finalmente, meglio tardi che mai, beh andiamo a sentire
    cosa hai da dirmi, e spero che sia qualcosa di veramente prezioso.
    Scendo dalla macchina e chiudo la portiera dietro di me, avevo
    lasciato i fari della macchina accesi cosi che il mio amico mi
    avrebbe raggiunto più facilmente. Mi fermo davanti alla macchina e
    prendo dalla tasca del mio soprabito un pacchetto di sigarette nuovo,
    lo apro e tiro fuori una sigaretta.
    - questa roba finirà per uccidermi!
    - bang!
    Un colpo d'arma da fuoco riecheggia nella nebbia sempre più
    fitta, lascio cadere la mia sigaretta e mi poso la mano sul petto
    perforato all'altezza del cuore... ero stato colpito.
    Mi accascio sul cofano della macchina e scivolo giù, fino a sedermi
    per terra.
    Sembrerebbe la mia fine, il torpore mi impedisce ogni movimento,
    nessun dolore, nessun rimpianto... questa era la mia grande occasione,
    non sarei potuto andarmene in modo migliore... le palpebre stanche
    tendono a chiudersi, inutile resistere, sto morendo... ma va bene...
    Chiudo gli occhi e lascio cadere la testa, nessuna traccia
    di chi mi ha sparato, da lontano un rumore di sirene si fa sempre
    più forte, ma dopo pochi secondi non riesco più a sentirlo.
     
    Fabio Napolitano
    02 January

    Cade

     
    Cade la pietra dalla mano
    di chi voleva giudicare per non esser giudicato.
    Immagine inverosimile di una società
    in cui l'amore conta più del pensiero.
    Non ho paura della mia pena
    perchè il mio è un giusto peccato
    e avendone la possibilità
    lo commetterei una volta ancora.
     
    Secoli trascorsi invano
    tra silenzi e parole non dette
    cercando di capire il significato
    delle parole giusto e sbagliato.
    Per arrivare poi alla conclusione
    che sono parole inventate dall'uomo
    per risaltare comportamenti
    che altrimenti passerebbero inosservati.
     
    Cade il castello di carte
    costruito da chi ha il potere
    per dimostrare di essere forte
    e distinguersi dalla massa comune.
    Una maschera nasconde il volto
    di chi si vergogna di essere vivo,
    di essere solo una vittima ignara
    del reality show chiamato vita.
     
    C'è chi si volta e vede il passato
    c'è chi invece guarda al futuro,
    ma non si accorgono che intanto
    stanno sprecando il loro presente.
    Chi ben comincia è a metà dell'opera
    diceva il saggio giustamente,
    ma in fondo chi non comincia
    sta certo che l'opera l'ha gia finita.
     
    Fabio Napolitano